Why Nokiasoft is bad for Nokia, the Market, Europe and Technology.

See the Italian translation here (la traduzione in italiano è disponibile qui).

When Stephen Elop was appointed as Nokia CEO, as many of you probably know, I did not particularly appreciate the choice.

Nokia needed a pragmatic CEO, able to deal with the stillness of the Finnish giant that  neglected innovation for too many years, and which was showing a clear lack of strategy.

At the time of Elop joining it was clear that Nokia was dissipating too much energy and profits in a way too mixed product portfolio (many with very low profitability and in obvious competition with products from low cost, mostly chinese, OEM – read S40), in a high number of platforms that, except the truly promising Meego, were showing signs of inadequacy (Symbian, S40, S30).

On the other hand, Nokia brought his new CEO a dowry: a lead – despite falling – market position in terms of user base and a number of promising asset (such as Meego and QT).

So, what was Elop supposed to do? In my opinion, the path was clear: underinvest on everything that was not QT or Meego, radically restrict the portfolio of products, radically reduce the global headcount (no more needed) and quickly, devotely create attention around QT with dedicated workshops, conferences and powerful social campaigns, and at all costs, present Nokia’s new strategy at MWC with at least two confirmed products based Meego – possibly including an Intel based tablet.

All this would have given a radical shock to industry, would have created competition for Android and would have left Nokia in a different position respect to any other OEM: holding a vertical but truly open platform, beloved by early adopters with a great brand and a huge user base rebuild his return upon.

The history of Meego had begun right and working with Intel made sense: Nokia sought synergies outside the group of its direct competitors and Meego seemed (and still seems) promising in terms of multi-platform ubiquity.

Despite the premises (coming from Microsoft) Elop seemed to act strategically at first, and encouraging signs of focus on QT, together with the reduction of Symbian investment (coupled with reducing its development cycle complexity, good for a dismissing platform) had also led to my appreciation on this blog.

Then, at some point, this announcement of a partnership with Microsoft, a few days before the MWC.

The reasons that led Elop to this partnership are far from being clear to me (beyond the impressive number of Msft shares that Mr. Elop owns – and will sell, seemingly), while not missed are the concerns.

While choosing a new multi-OEM platform (essentially between WindowsPhone andAndroid), Nokia chooses the most immature, with the more cumbersome methods of development, the  less developed ecosystem and with the least capacity to adapt to hardware and , the less chance of software customization.

This may not make sense if not in a longer perspective of a merger between the two companies and the substantial absorption of Nokia into Microsoft for the creation of a vertical platform to rival Apple, but leaving Android out of reach: it will be the only Free, open and multi OEM alternative set to dominate the market for years.

Nokiasoft
Nokiasoft

All this, without having the certainty that the new duo will be able to counter the creative hegemony of Cupertino’s or the overwhelming strength of Android community of players. Allow me some concern then.

Not a good prospect for the market that, in essence, loses Meego, the only potential open competitor for Android, and for Europe that will lose the last vestiges of its leading position in mobile market now set to see profits almost completely made in USA.

Let me add that it is not a good thing also for technology, which loses a Nokia, as an interpret of open innovation (contributor to Webkit, Linux and QT before Symbian opensourcing) now pointing dangerously to the more closed, proprietary environment around, turning backward by years.

Anyway, I’m certainly not the only one being perplexed.

Nokia shares - evening of 13th of February (a couple of days after the announcement)
Nokia shares – evening of 13th of February (a couple of days after the announcement)

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Follows in Italian.

Why Nokiasoft is bad for Nokia, the Market, Europe and Technology.

Quando Elop è diventato CEO di Nokia, come molti di voi sanno non ho particolarmente apprezzato la scelta.

Nokia aveva bisogno di un CEO pragmatico, capace di confrontarsi con gli strascichi dell’immobilismo del gigante Finlandese che per troppi anni aveva trascurato l’innovazione e che dimostrava una palese mancanza di strategia.

Ai tempi dell’assunzione di Elop era chiaro che Nokia dissipava troppe energie e profitti in un portafoglio prodotti troppo vario (molti dei quali con una redditività bassissima e in palese competizione con prodotti di OEM low cost), in un numero troppo elevato di piattaforme che, se si eccettuava il più che promettente Meego, ormai segnavano decisamente il passo (Symbian, S40, S30).

D’altra parte però Nokia portava in dote al suo nuovo CEO una posizione di mercato, in termine di user base, ancora da leader, malgrado in calo, e una serie di asset promettenti (come Meego e QT).

Dunque, cosa avrebbe dovuto fare Elop? A mio parere la via maestra era chiara: bloccare gli investimenti su tutto ciò che non fosse QT o Meego, restringere radicalmente il portfolio dei prodotti, ridurre radicalmente il suo headcount e dedicarsi velocemente a creare attenzione e momento su QT con conferenze e canali dedicati e, a tutti i costi, presentare all’MWC la nuova strategia Nokia e almeno due prodotti Meego based tra cui un tablet.

Tutto ciò avrebbe dato una radicale scossa all’industria, avrebbe creato competizione per Android e avrebbe potuto mantenere Nokia in una posizione diversa da un qualsiasi altro OEM: una piattaforma verticale ma allo stesso modo aperta, un grande brand e una user base enorme su cui ricostruire per tornare leader.

Peraltro la storia di Meego era cominciata col piede giusto e la collaborazione con Intel aveva senso: Nokia cercava sinergie al di fuori del gruppo dei suoi competitors diretti e Meego sembrava e sembra ancora promettere bene in termine di pervasività multi-piattaforma.

A dispetto delle premesse (venendo da Microsoft), Elop sembrava agire strategicamente e i segnali incoraggianti dati su QT, insieme con la riduzione degli investimenti su Symbian (e la riduzione della complessità del suo ciclo di sviluppo) mi avevano peraltro spinto a delle aperture anche su questo blog.

Poi, a un certo punto, questo annuncio di partnership con Microsoft, a pochi giorno dall’MWC.

Mi sfuggono i motivi che possono aver spinto Elop a questa partnership (al di la della quantità impressionante di azioni Msft che lo stesso Elop detiene, e che venderà) mentre, a non mancarmi sono le perplessità.

Scegliendo una nuova piattaforma tra le multi OEM (essenzialmente Android e windowsphone), Nokia sceglie quella più immatura, coi metodi di sviluppo più macchinosi, con l’ecosistema meno sviluppato e con le minori capacità di adattamento all’hardware e le minori possibilità di customizzazione software.

Questo non può avere senso se non in una prospettiva: un merger tra le due compagnie e la sostaziale incorporazione di Nokia in Microsoft per la costituzione di una piattaforma verticale e proprietaria, rivale di Apple, ma dichiaratamente fuori portata per Android che resterà l’unico player aperto e multi-OEM, condannato a dominare il mercato.

Tutto questo, senza aver la certezza che il nuovo duo saprà contrastare l’egemonia creativa di Cupertino o la soverchiante forza comunitaria di Android. Permettetemi qualche perplessità.

Non è una buona prospettiva per il mercato che, sostanzialmente, perde Meego, il potenziale competitor di Android, e per l’Europa che perderà di sicuro gli ultimi strascichi della sua posizione da leader nel mercato della mobilità che vedrà profitti qusi completamente made in USA.

Aggiungo che non è una buona cosa per la tecnologia, che perde una Nokia interprete dell’open innovation (promotorice di Webkit, Linux e QT, prima dell’opensourcing di Symbian) e vira pericolosamente all’ambiente più chiuso e proprietario in circolazione, tornando indietro di qualche lustro.

Certamente non sono l’unico ad essere perplesso.

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  1. Pingback: Lampedusa, “Speriamo non se ne trovino altri in vita”: impazzano i commenti su ilgiornale.it | Episodio XII

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